8 marzo – 6 aprile 2013
Modena, Palazzo Cremonini

La protagonista di questa mostra, sempre curata da Marco Bertoli, è la fotografia di moda degli anni Ottanta, una raccolta che vede soprattutto esposti i lavori in bianco e nero di noti fotografi nazionali e soprattutto internazionali che hanno segnato un’epoca non solo nel campo della moda; da David Bailey a Manfredi Bellati, da David Seidner a Michel Comte, da Bruce Weber a Arthur Elgort, senza tralasciare Horst P. Horst, Peter Linbergh, Helmut Newton, Herb Ritts e Deborah Turbeville.
La fotografia di moda acquista una sua specificità con la nascita dei giornali e delle riviste illustrate, come Vogue e Harper’s Bazaar, fondati all’inizio del XX secolo, per cui i fotografi più noti venivano sempre più spesso ingaggiati. Da sempre la fotografia di moda si ispira alla cultura del periodo in cui essa si sviluppa, influenzandola al punto da generare icone e propri modelli da seguire.
Gloria Bianchino e Arturo C.Quintavalle, a tal proposito sostengono che ” … a unire gli elementi che caratterizzano la cultura fotografica della moda ormai internazionalizzata dalle riviste statunitensi, sono i metodi di ripresa e gli schemi compositivi presi a prestito direttamente dal mondo della cinematografia” (Moda. Dalla fiaba al design, 1998). Ad accrescere tale fascino sono quegli artisti che elaborano uno stile fotografico in cui il concetto d’immaginario raffigurato nella foto, può divenire concreto, rendendo reale quanto più possibile la grande visione della moda.
Negli anni Ottanta, la fotografia di moda si realizza sia in sale di posa che in esterni, sono gli anni dello studio del nudo, dell’attenzione maniacale al dettaglio e ad un lusso e ad un’eleganza che richiama per certi versi il surrealismo. Lo stile fotografico si dirama in molteplici direzioni, nelle quali è tuttavia protagonista la moda che si divide tra l’esaltazione degli abiti e splendidi ritratti. Perché, come ha sostenuto William Faulkner: «Scopo di ogni artista è arrestare il movimento, che è vita, con mezzi artificiali, e tenerlo fermo ma in tal modo che cent’anni dopo, quando un estraneo lo guarderà, torni a muoversi, perché è vita».

David Bailey
(1938)

Prêt à porter. Kenzo

Stampa alla gelatina di sali d’argento, cm. 22 x 35 ca.
Timbro del copyright di David Bailey (verso)

Bruce Weber
(1946)

Rosemary McGrotha (1981)

Stampa alla gelatina di sali d’argento, cm. 35,5 x 26,3
Timbro del copyright di Bruce Weber, annotazione del numero del provino
Edizione di 7 (verso)

Helmut Newton
(1920-2004)

La ricca e la povera (1982)

Stampa alla gelatina di sali d’argento, cm. 33,7 x 28,3
Annotazione del n. del provino, tiratura di 10 (verso)

Peter Lindbergh
(1944)

Pubblicità per Comme des Garçons. (Parigi, 1981)

Stampa alla gelatina di sali d’argento, cm. 55,1 x 37
Numerata 1/1 (recto)